Gabriele Lopez: istantaneo - Fowa Magazine
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Gabriele Lopez: istantaneo

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La fotografia istantanea è considerata una fotografia “povera”, ma è questa la fotografia in cui mi ritrovo di più

di Gabriele Lopez – Mi trovo davanti a questa serie immensa di fotografie, in parte stampate e altre ancora in fase embrionale, che scorrono sul mio monitor. Sono rientrato da poco da un viaggio di lavoro, e osservavo Milano dall’alto in aereo, mentre aspettavamo di atterrare e ci giravamo in tondo sopra. Anche se di recente ho girato molto in Spagna e in altre città, non vedevo l’ora di tornare a fotografare nella mia città. Mi rendo conto che ci sono ancora molti buchi nella “mappa che sto cercando di coprire”, interi quartieri sono ancora quasi interamente da scoprire e fotografare.

Riflettevo sul concetto di Istantanea, e mi é venuta voglia di guardare come la definisce il dizionario.

Istantaneo ‹istantàneo› 
agg. 
1 Contenuto nell’ambito dell’immediatezza temporale e della minima durata: una morte i.;la luce i. di un lampo.
Fotografia istantanea (o un’istantaneas.f. ), eseguibile con tempo di posa dell’ordine di una frazione di secondo e spesso con soggetti in movimento. Caffè istantaneo, brodo istantaneo, liofilizzato, quindi immediatamente solubile.
2 In fisica, relativo a un istante, talvolta contrapposto a medio: valore i. della velocità, dell’accelerazione. 
ETIMOLOGIA Der. di istante2, sul modello di momentaneo

L’istantanea è considerata da tanti il modello “povero” della fotografia, eppure è in questo modo che con una macchina portatile mi ritrovo di più. Girovago per i quartieri cercando di sentire al meglio quello che mi circonda, questi sono i momenti che dopo molto tempo ancora mi regalano emozioni.

Per questo modo di fotografare, una macchina compatta è perfetta come compagna di ogni giorno. Viaggi in metropolitana, lunghe camminate perso per le città, incontrare qualcuno e documentare quello di cui si fa esperienza è più facile se usi un mezzo che fa quello per cui è stata ideato: scattare fotografie, preservare i ricordi, essere una piccola scatola nera che ti collega col mondo mentre lo vivi, per capirlo ed esprimerti in modo istintivo.

“Le fotografie diventano frammenti di esperienze e un modo per soddisfare la costante tensione di sperimentare e registrare la vita. Sono a riguardo di situazioni nuove, o mai provate.”

Quello che mi trovo davanti è questa serie immensa di fotografie contrastate, buie, sgranate, abbaglianti, come carta carbone fuori posto, tutto appare sfasato ed imperfetto rispetto a un passato irripetibile.

Come la realtà attorno. Le mie fotografie sono un modo per capire e dare un senso alla vita stessa. Laddove diventa inaccettabile, cerco di creare un mondo amico che sebbene rifletta la durezza delle situazioni, mi permette di inventare qualcosa che renda l’esistenza affascinante.

La fotografia più forte è quella che contiene al suo interno tutto ciò che non mostra, rivelandolo chiaramente. Come quel capello che non si sa come è finito sulla lente del proiettore distrae bruscamente il pubblico dal racconto. Improvvisamente, quell’imperfezione possiede più fascino del film stesso. Ed altrettanto improvvisamente, sparisce. E per un istante, ne sentiamo la mancanza.

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