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Colorare la notte: gli scatti sulla neve di Alessandro Belluscio

Francesco Quaranta
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FowaMAG, alessandro belluscio, broncolor

Come collegare degli scatti in esterno di notte a quelli realizzati in studio grazie all’uso creativo del colore

Quando un cliente chiede di essere creativo per uno shooting, il cervello del fotografo inizia subito a ragionare su quali potrebbero essere i migliori risultati e quali le condizioni ideali per realizzarli. Ma, alle volte, il meteo decide di non collaborare. E così è stato per l’ultimo lavoro di Alessandro Belluscio
Un’ottimo inverno, con abbondanti nevicate sulle Alpi sembrava aver creato una buona base per lo shooting. Sfortunatamente, le temperature, però, hanno iniziato ad aumentare proprio nei giorni precedenti alla data dello shooting, di conseguenza è stato necessario ripiegare su quello che era il piano B. E questo è uno dei motivi per cui serve sempre un piano B! 
Lavorando in esterno Alessandro Belluscio è solito portare con sé il minimo indispensabile: due Bronocolor Siros L, infatti, di solito sono più che sufficienti. Ma per questo lavoro serviva qualcosa di più, così sono state utilizzate addirittura cinque fonti di illuminazioni. Il kit era quindi composto da cinque Siros L, con i loro stativi, dieci batterie e cinque pannelli riflettenti. 

Alessandro, come hai realizzato queste fotografie? 

La location era la pista da sci 3Tre a Madonna di Campiglio, una storica e prestigiosa pista, teatro di epiche gare della Coppa del Mondo di sci. I protagonisti dello shooting erano ancora una volta grandi nomi del mondo dello sci: la medaglia d’oro olimpica Daniela Ceccarelli, Kristian Ghedina, lo sciatore italiano più veloce di sempre, e la stella dello slalom Giorgio Rocca. 
La mia idea era di fotografare il soggetto con uno sfondo di diversi colori. Sfortunatamente, le condizioni della neve erano cambiate a causa delle alte temperature nelle ore precedenti lo shooting. Ciò ha comportato velocità e traiettorie diverse per gli sciatori. Dovendo portare a casa il risultato ho preferito cambiare punto di vista e angolazione dello scatto.
Un cambio di pendenza all’estremità dello stadio si è rivelata la miglior soluzione nelle condizioni in cui ci trovavamo. La mia prima idea era quella di immortalare gli sciatori mentre avrebbero dovuto eseguire una curva alzando molta neve, nel piano B, che poi è diventato quello definitivo, era invece di far eseguire ai miei soggetti una curva ad alta velocità sul cambio di pendenza. 
Per poter scattare di notte l’illuminazione doveva essere fornita interamente dai miei Broncolor Siros L, tre luci colorate per creare l’atmosfera e due al naturale per illuminare il soggetto. Sulla mia fotocamera, impostata sulla raffica più veloce, c’era il trigger RFS 2.2. Inoltre, se è buio, bisogna fermare l’azione di questi veloci sciatori: la curva genera una grossa accelerazione e non è semplice usando solo un flash congelare un soggetto che viaggia a 70km/h. La velocità di scatto deve essere impostata almeno a 1/1250 di secondo. 

 

Cosa puoi raccontarci in più su questo shooting?  

Come già accennavo, ho posizionato due luci naturali sugli sciatori, una davanti a 45° e una alle loro spalle, mentre ho usato i tre Siros L con luci colorate per illuminare il resto della scena e la neve che veniva sollevata dal passaggio degli sci. Non è facile coprire ampi spazi in pendenza, il problema è quindi riuscire a coprire la superficie nella sua interezza. Inoltre, sulla neve, bisogna stare attenti perché lo schema di luci sbagliato comporterebbe un risultato piatto. L’alta velocità degli sciatori richiede la modalità di scatto ad alta velocità, ma grazie all’RFS 2.2 tutti i cinque flash sono perfettamente sincronizzati. 
Malgrado non fosse freddissimo, eravamo comunque sotto lo zero, facendomi venire dei dubbi sulla durata delle batterie dei Siros L. Ma, con grande sorpresa, tutti i flash, ad eccezione della luce sullo sfondo che era impostata alla massima potenza, sono stati in grado di reggere con una sola carica tutta la durata dello shooting. E così, dopo un paio di test per trovare la giusta illuminazione sono riuscito a potare a termine il lavoro alla perfezione. 
Ancora una volta devo dire un grosso grazie ai miei assistenti e ovviamente agli atleti coinvolti. 

Se volete scoprire maggiore dettagli su questo lavoro del nostro Ambassador Alessandro Belluscio potete gustarvi questo video di backstage. 

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Francesco Quaranta

Dal 2002 nel mondo della fotografia, come fotografo sportivo e di scena, prima di dedicarsi al lavoro giornalistico in redazioni specializzate per le quali ha ricoperto il ruolo di redattore, caporedattore e direttore responsabile delle varie testate per cui in questi anni ha scritto. Parallelamente ha sempre portato avanti il proprio lavoro come fotografo. La carica di Direttore Responsabile del Fowa Magazine è l'ultima tappa di questo viaggio sempre all'insegna della fotografia.

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