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Una full frame di tutto rispetto: in prova la Pentax K-1 Mark II

Francesco Quaranta
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Quando si parla di reflex full frame è ovvio pensare subito quasi esclusivamente a Canon e Nikon. Ma Pentax con la sua nuova ammiraglia ha davvero tanto da offrire

C’erano una volta gli anni 80, quando Pentax produceva fotocamere che se la battevano con le solite Canon e Nikon e quando nel mercato delle reflex c’erano anche diversi altri concorrenti molto agguerriti. Oggi, invece, Pentax deve sicuramente ringraziare i suoi più fedeli estimatori, una nicchia che per nessun motivo al mondo cambierebbe marchio tradendo l’amore di una vita; questi utenti hanno aspettato, anche più del dovuto, per vedere finalmente una reflex digitale full-frame firmata Pentax, ma ora non si possono di certo lamentare. La prima versione di K-1 è stata accolta con grande entusiasmo e quando Ricoh Imaging, lo scorso febbraio, ha annunciato che era in arrivo anche versione K-1 Mark II la storia si è ripetuta. Anche perché chi aveva acquistato la K-1 è stato subito informato che avrebbe potuto aggiornare il proprio modello a quello successivo, potendo contare di tutte le nuove funzionalità implementate. Anche con l’etichetta sul corpo macchina verrà cambiata con l’aggiunta del II.

Dal punto di vista del design non è cambiato nulla, la nuova Pentax K-1 Mark II è molto robusta, al limite del pesante, per via di una struttura in lega di megnasio dotata però di un telaio metallico. Il corpo è anche strutturato per resistere a povlere, umidità e temperture fino a -10°C. L’abbondante impugnatura, poi, rende la presa sempre molto comoda a dispetto del peso. Non cambia quindi la filosofia alla base delle fotocamere Pentax: prima la qualità e l’affidabilità operativa, poi il design. 

Al suo interno la Pentax K-1 II ha lo stesso sensore CMOS full-frame da 36,4 milioni di pixel senza filtro passa-basso, per offrire all’utente la più alta risoluzione e nitidezza possibile. Il filtro AA, però, grazie ad una funzione a bordo della fotocamera può essere simulato. È lo stesso anche il modulo SAFOX 12 con 33 punti di messa a fuoco, ma presenta alcune novità soprattutto dal punto di vista delle prestazioni: è stato migliorato il tracking del soggetto, aspetto che era stato un po’ criticato nella prima versione. 

Nella sua seconda generazione la Pentax K-1 Mark II può contare anche su un rinnovato sistema Pixel Shift Resolution, tecnologia in grado di catturare quattro immagini in sequenza per poi unirle in un unico file ad alta risoluzione. La differenza rispetto a quanto accade con tecnolgie simili su altre fotocamere sta nella possibilità di sfruttare il nuovo Pixel Shift Resolution anche a mano libera. Infatti, grazie al lavoro combinato con il potente stabilizzatore su cinque assi della Pentax K-1 Mark II, è possibile ottenere file 4 volte più grandi anche lavorando senza l’ausilio del treppiedi. Certo, non sarà possibile fotografare oggetti in movimento, ma se vogliamo ottenere di più da un panorama non è necessario tenere la fotocamera ben stabile su un treppiedi. Andando a vedere nel dettaglio sto parlando della modalità Dynamic Pixel Shift Resolution che è in grado di riconoscere i leggeri movimenti della mano al momento dello scatto, così da analizzarli e compensarli permettendo di sfruttare questa tecnologia in molte più situazioni rispetto al passato. 

Visto che ho accennato alla presenza dello stabilizzatore su 5 assi vediamo di capire meglio come funziona: si chiama Pentax Advanced SR II Shake Reduction ed è integrato nel sensore della K-1 Mark II. Quando scattiamo a mano libera è impossibile stare perfettamente immobili, ci saranno sempre dei leggeri movimenti e questo sistema di riduzione delle vibrazioni interviene per corregere il generico tremolio del corpo macchina, gli spostamenti sull’asse verticale e su quella orizzontale. Inoltre compensa anche i movimenti causati dal rollio e i più comuni dovuti a beccheggio ed imbardata. Tutto ciò grazie anche al nuovo sensore giroscopio. La casa dichiara fino a 5 stop recuperabili. 

Tra le novità rispetto alla prima versione, la nuova K-1 Mark II, può sfruttare l’unità di accelerazione che è in grado di elaborare ancora più dati e che grazie alla potenza del processore PRIME IV si raggiunge una sensibilità ISO da record: 819.200. Parliamoci chiaro, si tratta di una sensibilità con cui non è possibile ottenere fotografie degne di questo nome, ma questa fotocamera è in grado di vedere al buio. Già che parliamo di sensibilità, posso dire che ogni foto scattata al di sopra di 51.200 presenta troppo rumore e i dettagli sono difficili da distinguere, ma era difficile pensare altrimenti. Detto ciò, ci sono alcuni aspetti che rendono questa fotocamera davvero interessante, per esempio la possibilità di intervenire manualmente sulla riduzione del rumore. Mi spiego meglio: l’algoritmo lavora in maniera molto proficua, ma ciò può comporare un rovescio della medaglia, quello della perdita di dettagli. Per ovviare a questo problema è possibile assegnare ad ogni valore ISO l’entità di intervento di riduzione del rumore. In questo modo possiamo trovare il giusto bilanciamento tra rumore e dettaglio.  

“Con il potente stabilizzatore su cinque assi della Pentax K-1 Mark II, è possibile ottenere file 4 volte più grandi grazie al Pixel Shift Resolution anche lavorando senza l’ausilio del treppiedi”

Continuando a parlare di caratteristiche, la nuova Pentax full-frame può contare anche su una raffica da 4,4 fotogrammi al secondo in JPG ad alta risoluzione con un buffer che permette di elaborare fino a 70 immagini. Se lavoriamo in RAW il buffer si ferma a 17. Sono presenti anche alcune modalità speciali, come Astrotracer, che facilità la ripresa di cieli stellati calcolando lo spostamento apparente delle stelle grazie ai dati forniti dal modulo GPS integrato. Il sensore ricevendo queste informazioni sul movimento delle stelle è poi in grado di fotografarle come singoli punti luminosi e non come scie anche fotografando con esposizioni molto lunghe. Disponibili poi anche funzioni come la ripresa intervallata, la bussola elettronica, la correzioni automatica dell’orizzonte e il controllo remoto tramite specifica app per dispositivi iOS e Android. 

A chi si chiede se la Pentax K-1 Mark II possa rappresentare un’alternativa a Canon o Nikon posso senz’altro rispondere di si. Da sempre Pentax vuole offrire ai propri utenti uno strumento prima di tutto affidabile, solido e che offra una qualità d’immagine elevata. Anche con la K-1 Mark II tutti questi aspetti sono senza dubbio stati raggiunti e dopo averla provata per diverso tempo ed in diverse condizioni posso affermare con certezza che stiamo parlando di una fotocamera che non tradirà mai le aspettative. Potrebbe essere utilizzata dall’amatore ma anche dal professionita, eccetto se l’intento è quello di utilizzarla per fotografia d’azione o sportiva visti i limiti nella raffica e nel tracking. Anche prezzo di 1999 euro è sicuramente in linea con quanto la Pentax K-1 Mark II offre. E se fossi un possessore del primo modello di K-1 non ci penserei un attimo a fare l’upgrade grazie al “Premium Service” di Fowa a fronte di 549 euro.  

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Francesco Quaranta
Francesco Quaranta

Dal 2002 nel mondo della fotografia, come fotografo sportivo e di scena, prima di dedicarsi al lavoro giornalistico in redazioni specializzate per le quali ha ricoperto il ruolo di redattore, caporedattore e direttore responsabile delle varie testate per cui in questi anni ha scritto. Parallelamente ha sempre portato avanti il proprio lavoro come fotografo. La carica di Direttore Responsabile del Fowa Magazine è l'ultima tappa di questo viaggio sempre all'insegna della fotografia.

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