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Alessandro Belluscio: uno shooting notturno sulla neve

Francesco Quaranta
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Abbiamo incontrato Alessandro Belluscio, Ambassador Zeiss e Broncolor, sul set di uno shooting commerciale… un po’ fuori dall’ordinario! 

Ciao Alessandro, amdiamo subito al sodo e raccontaci come hai deciso di rompere gli schemi per questa tua campagna! 

L’obiettivo dello shooting consisteva nel fotografare la nuova collezione del cliente in un modo un po’ diverso dal solito. Se qualcuno vi dicesse “andiamo a sciare”, sicuramente vi immaginereste neve bianca e cielo blu. Per questo shooting ho deciso di andare un po’ controcorrente, un po’ fuori dagli schemi dell’immaginario collettivo che si ha sul mondo sci-neve, scattando di notte. La montagna è Prato Nevoso, a sud del Piemonte, e gli atleti a disposizione per questo shooting hanno nomi storici per lo sci internazionale: Giorgio Rocca, Kristian Ghedina, Daniela Ceccarelli e Paolo Dechiesa.

Come hai illuminato la scena? E che luci hai usato?

Per lo shooting ho usato il Kit Outdoor Siros 800L di Broncolor, un RFS 2.2, un Para 88 e un riflettore standard. Un set up molto semplice. Ma come se non bastasse, per mettere un po’ di carattere allo shooting, ci siamo ritrovati sotto una bella nevicata polverosa. Una nevicata fredda, a circa -8°C, e devo dire che un solo kit di batterie è bastato per tutta la durata del lavoro.

Gli sciatori dovevano curvare in uno spazio ben preciso per avere l’immagine ottimale che avevo previsualizzato. Ho montato le due luci dietro alla curva che avrebbero affrontato gli atleti, una alla mia sinistra, a interno curva, con il para 88. E una luce alla mia destra con riflettore standard come backlight.

La cosa divertente che si ha lavorando sulla neve, è l’effetto “white room”, camera chiara, come se si avessero dei grandi bank diffusori durante la curva, grazie alla nuvola di neve che sollevano gli atleti. La neve funziona meglio dei pannelli riflettenti, crea una luce avvolgente. Ma dall’altra bisogna avere il controllo totale del set, altrimenti la luce comincia a rimbalzare e a scappare ovunque, creando anche punti di luce fastidiosi.

“La neve funziona meglio dei pannelli riflettenti, crea una luce avvolgente.”

Hai fotografato di notte e senza nessuna luce frontale, come mai? 

La decisione di lavorare prevalentemente in backlight è stata presa in funzione dei capi indossati. Capi scuri, durante la notte, a parer mio si valorizzano con luce radente e da dietro. Con un flash frontale ci sarebbe stata una caduta di luce incontrollabile, con neve sovraesposta in primo piano, luce corretta sui soggetti, ma della luce passiva e incontrollabile che sicuramente sarebbe caduta dietro, sulla quinta scura. Inoltre la white room avrebbe appiattito ulteriormente i volumi.

Gli sciatori dovevano sciare in una porta, come in gara, e i primissimi giri sono stati utili per prendere le misure e la linea perfetta. Il sistema HS di Broncolor è stato indispensabile ancora una volta per la riuscita dello shooting. Lo sci moderno porta ad una accelerazione in curva, e sulla neve che avevamo l’azione avveniva attorno ai 60 km/h senza problemi. Su una pista ghiacciata, a causa di grip e tenuta in curva, ci sarebbero state accelerazioni maggiori, quindi direi che siamo stati fortunati! La pista aveva una sua illuminazione, già ottima, alla quale è stata aggiunta sul punto di curva la luce pilota al LED dei SIROS. Questo ha fatto si che ci fosse un riferimento ulteriore per gli atleti sotto la neve, in piena velocità.

Il risultato portato dai fiocchi di neve illuminati dal backlight è molto suggestivo e magico, e gli atleti sono stati super professionali – ma non c’erano dubbi. Questo ha fatto si che mi potessi concentrare al 100% sullo scatto in totale sicurezza. Dopo qualche giro ho potuto finalmente dichiarare lo shooting action riuscito. Il tempo di qualche ritratto e potevamo finalmente brindare alla riuscita con delle fresche birrette alla White House!

 

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Francesco Quaranta
Francesco Quaranta

Dal 2002 nel mondo della fotografia, come fotografo sportivo e di scena, prima di dedicarsi al lavoro giornalistico in redazioni specializzate per le quali ha ricoperto il ruolo di redattore, caporedattore e direttore responsabile delle varie testate per cui in questi anni ha scritto. Parallelamente ha sempre portato avanti il proprio lavoro come fotografo. La carica di Direttore Responsabile del Fowa Magazine è l'ultima tappa di questo viaggio sempre all'insegna della fotografia.

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