Summer time, open flash!
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Summer time, open flash!

Alessandro Belluscio
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©AlessandroBelluscio_NightShooting-

“Summer time and the livin’ is easy”  così cantava Ella Fitzgerald in Summer time nel 1968

Potrebbe esserlo per tutti, o quasi. Giornate lunghe, mente un po’ più libera e leggera… e serate con temperature che permettono di inventarsi fresche varianti sul tema.
La mountainbike è bella da praticare di giorno, all’alba, al tramonto, per sentieri, strade sterrate, in salita e in discesa. Gustarsi i panorami, ammirare la bellezza delle nostre Alpi, entrare in contatto con la natura. Vedere, sentire, toccare.

Talvolta però capita di voler interpretare in chiave diversa quello che solitamente , nell’immaginario comune, si svolge dall’alba al tramonto.

Il progetto

Da un po’ di tempo volevo realizzare, con le giuste condizioni, delle immagini dei trail dietro casa, in Valposchiavo. Con Francesco @francesco.lanfranchi  e Matteo @matteo.godenzi (i due local biker) , e Matteo-l’altro (il creativo) @matteozilla , da circa un anno insistevo sul realizzare immagini notturne nei trail sui quali il team lavora da tempo. Immagini suggestive, panoramiche, che però l’occhio umano spesso non immagina di notte. Quello che noi non vediamo con i nostri occhi, come spesso accade, lo vede la nostra fotocamera.

Con un sopralluogo qualche sera prima, i bikers disponibili e il meteo che finalmente supporta la nostra causa, posso finalmente realizzare quello che passa da tempo per la mia testa.
Non sto a spiegarvi nello specifico il discorso della Via Lattea e/o delle foto notturne, per quello ci sono articoli più esaustivi – ne parla la collega Isabella – Qua. Quello che fondamentalmente  differenzia questo tipo di fotografia rispetto a una foto paesaggistica è la presenza di soggetti in movimento.
Ed è qui che interviene il discorso dell’open flash. Si va a bilanciare la luce naturale, gratuita e senza peso che grava sulle nostre spalle, alla luce artificiale che permetterà di congelare e valorizzare il soggetto in movimento.

NB: considerando, tra l’altro, che se qualche pazzo volesse mai illuminare una valle, avrebbe bisogno forse dell’intera produzione di un anno di Broncolor, e probabilmente non basterebbe.

La tecnica

Il mix di luce naturale e luce flash, durante la lunga esposizione, permettono di avere una scena uniformemente illuminata e un soggetto visibile all’interno di essa.
Per spazi particolarmente ampi, come ad esempio nelle immagini di questo articolo, dove la necessità di congelare il movimento è stata soddisfatta dal lampo del Broncolor Siros 800L , si è optato per l’utilizzo di semplicissime torce al led.
Questo ha permesso, con il light painting, di illuminare angoli e dare profondità agli spazi più bui.§
In questa maniera si può colmare il divario tra luce e ombra (praticamente buio) e creare legame tra l’angolo interessato dal soggetto e il resto della valle, dando armonia di toni e colmando i limiti della gamma dinamica dei sensori in situazioni di forte contrasto.

Il Siros 800L assieme alla luce continua dei led e alla dominante fredda delle serate, non crea scompensi di temperatura colore di alcun tipo. Il cielo e la Via Lattea sono tendenzialmente freddi, e l’inquinamento luminoso del fondo valle danno un tocco di calore umano.
Se vi state chiedendo come mai c’è un serpentone luminoso, è la frontalina del biker. Anche lui deve giustamente vedere dove sta andando, safety first!
Lavorando in open flash, con esposizioni lunghe, si ottengono questi disegni suggestivi, che in sport photography permettono inoltre di capire da dove arriva e dove sta andando il soggetto, dando così ancora più dinamismo.
E regalo ultimo, la frontalina del biker durante lunghe esposizioni permette di avere il trail illuminato in maniera morbida, dando ulteriore profondità al tracciato.

Il Siros800L ancora una volta ha giocato un ruolo fondamentale.
Avere un flash di questo livello, con un lampo rapido e una qualità di luce altissima, ha permesso di andare a colpo sicuro nella fase di congelamento del soggetto. Non c’è bisogno di andare in modalità hyperSync, si lavora con il lampo tradizionale.
Nel SirosL il lampo è molto rapido e preciso. Con il transmitter RFS 2.2 di Bron si va sul sicuro, senza esitazione, senza mancare un colpo.

Allenati anche tu

Nelle serate estive se doveste soffrire di insonnia, o avere un attacco di fotografia acuta, uscire a scattare in questa maniera è molto rilassante e stimolante.
Ma attenzione! Non pensiate che siano realizzazioni “point and shoot”. Ci sono da fare tutte le valutazioni del caso, misurare bene la luce, pesarla con la luce artificiale, armonizzare il contesto e, non ultimo, avere molta pazienza in fase di realizzazione.
L’esposimetro è sicuramente indispensabile, ma allo stesso tempo la sensibilità stessa del fotografo permette di fare la differenza.

Per cominciare, senza far rischiare amici atleti, potete anche sperimentare con flash più piccoli e semplici torce al led, per iniziare a familiarizzare con le luci miste e le lunghe esposizioni. Una volta presa confidenza, potrete sbizzarrirvi con soggetti in movimento e comporre le immagini che più soddisfano i vostri gusti.

Un mio consiglio

Mi permetto un piccolo consiglio.
Voleste ipotizzare foto di questo tipo, siate sicuri di avere affiatamento con gli atleti. Di conoscerli bene, per non dire benissimo. E allo stesso tempo anche gli atleti devono credere in voi e fidarsi.
Fate i dovuti sopralluoghi, ispezionate il terreno attorno allo spot. Di giorno e di sera. Arrivate sul campo con le idee chiare, al buio tutto diventa doppiamente più complicato.
Vestitevi in maniera adeguata, portatevi frontaline che vi aiuteranno in fase di avvicinamento e preparazione. Del tape che torna sempre utile, batterie aggiuntive, ma allo tesso tempo lo stretto necessario.
Muoversi per boschi e montagne con parecchi kg in più sulle spalle non è piacevole se dovete stare fuori per qualche ora.
Valutate molto bene l’andamento della Via Lattea, che sviluppo può avere e come si sposta durante la notte in funzione dello spot.

Personalmente odio le ortiche, e quella sera ho rimpianto i pantaloni lunghi e i calzettoni di lana. Sarebbero stati più comodi. Insomma, calcolate bene tutto con largo anticipo, non lasciate nulla al caso, il risultato vi ripagherà.
Per quanto mi riguarda, è stato più impegnativo spiegare al gruppo che immagini volessi realizzare, che realizzarle… dopo qualche ora all’aperto sotto un bellissimo cielo stellato, una volta viste le foto a monitor, la reazione è stata di puro appagamento e soddisfazione da parte di tutti.

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