Dall' analogico al digitale con un solo cambio di dorso
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Dall’ analogico al digitale con un solo cambio di dorso

Angelo Ferrillo
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Hasselblad Dorso 907X

Il nuovo Hasselblad CFV II 50C con 907X testato su campo in tutte le varianti possibili

Avremmo potuto iniziare questo articolo rievocando il sogno di avere un dorso digitale per poter riutilizzare la qualità, la tecnologia ingegneristica ed il piacere del bello delle nostre storiche Hasselblad.
Sappiamo bene che il brand svedese si è sempre contraddistinto per non mettere in ombra i propri clienti affezionati.
Infatti il CFV II 50C è solo l’ultimo arrivato di casa Hasselblad ma non di certo il primo innesto digitale su un corpo analogico.

C’è di nuovo che accoppiando il dorso con la 907X si ha una macchina medio formato mirrorless totalmente indipendente.
Vogliamo parlare poi della possibilità di utilizzo del parco ottiche? Infinito.
Serie V, serie H, serie X, con una scelta infinita di lunghezze focali e tipologie di resa ottica.

Tra le altre cose, il sistema 907X in accoppiata al dorso CFV II50C risulta essere un sistema completo in tutto per tutto ed è la mirrorless medio formato più piccola e leggera al mondo.
Un vero primato ingegneristico conquistato nuovamente da Hasselblad.

Non perdiamo però di vista lo scopo di questo articolo. Una prova sul campo approfondita e duratura del dorso CFV II 50C con accoppiato il 907X, con una serie di combinazioni che vanno dall’analogico puro, fino al digitale tecnologico più evoluto.

Abbiamo provato (si fa per dire) per prima le prestazioni della Hasselblad 500 C/M con un Zeiss Planar 80 F2.8 ed un dorso A12, un classico intramontabile che ancora oggi rimane il sistema più venduto della storia della fotografia, per poi passare ad un utilizzo ibrido con la 500 C/M come corpo macchina ed il CFV II 50C come dorso, per poi concludere con la massima espressione della tecnologia medio formato: CFV II50C con 907X e l’XCD 45P.

 

Hasselblad - Dorso CFV / 907X

Andiamo a vedere passo per passo i passaggi che abbiamo fatto, facendovi entrare in una forma immersiva nel mondo del medio formato.

100% ANALOGICO

Non abbiamo tantissimo da dirvi.
Probabilmente nel vostro armadio avete un corpo medio formato Hasselblad V series che avete usato fino all’osso, al quale ogni tanto pensate con nostalgia e che di tanto in tanto tirate fuori scattando qualche rullo per tenerla in attività.
La macchina più usata dai matrimonialisti di tutto il mondo, quelli che dovevano avere la massima qualità possibile e che in fase di composizione avevano bene a mente che il formato quadrato è la massima espressione della composizione perfetta.

Hasselblad 500 c/m

Caricare un PORTRA400 è sempre come la prima volta, con dei colori vivi e realistici.
Abbiamo scattato anche noi qualche rullo e per rendere la cosa ancora più romantica siamo stati sotto un temporale, oltre che fotografando Diego Malchiodi (uno dei riders più importanti del mondo BMX nazionale).
Nulla da aggiungere, solo che la pasta di un negativo fa risalire fortissima la voglia di continuare a fotografare.

100% IBRIDO

Con Diego ci siamo divertiti a scattare un po’ di free style utilizzando il dorso CFV II 50C montato su una 500C/M e un Planar 80mm F2.8.


Ma prima abbiamo fatto un giro all’indoor skate park PinBowl di Pero. Li c’è sempre un buon vivaio di skaters e spesso si trova anche qualche rider della squadra nazionale olimpica.
I primi caldi hanno fatto le prime vittime, ma siamo stati lo stesso fortunati. Due giovani (in tutti i sensi) promesse dello skateboard italiano andavano come delle schegge in bowl facendo sembrare tutto semplice e alla portata di tutti.

Hasselblad CFV 50 II + 500 c/m

I risultati sono stati sorprendenti.
Avere su di un file raw da 110MB (lo stesso file che sforna la X1D II) lo schema ottico del Planar e la sua resa già indiscussa per qualità durevole nel tempo ha fatto venir fuori una visione completamente nuova della fotografia digitale.
Per quanto si possa pensare al risultato ottenuto normalmente con una macchina digitale che monta un’ottica analogica, qui siamo ben lontani, perché l’unica cosa che cambia è il supporto su cui viene immagazzinato il file, ma sia corpo macchina che schema ottico sono analogici.

La lavorazione dei file in camera chiara è fluida e lineare. Non ti accorgi di aver lavorato con una macchina analogica, anche se la “pasta” del file è evidentemente differente da quella digitale.
Fa sempre molto strano però vedere che nei dati exif non vengono registrati, tranne solo la sensibilità ISO. Sembra sempre di essersi persi qualcosa.

100% DIGITALE

Ma la soddisfazione più grande è stata quella di avere tra le mani il dorso CFV II 50C montato sulla 907X ed l’XCD 30, avere il controllo di tutto tra le mani, con il display inclinabile come fosse un pozzetto e l’ergonomia della gestione del pulsante di scatto posizionato come fosse una serie V.
Appena prendi tra le mani il gruppo hai una percezione di controllo totale immediata, la stessa percezione che si ha con la X1D II.

L’apparente delicatezza che sprigiona il design retrò cade perché tenendolo tra le mani ne si percepisce subito la solidità e la qualità costruttiva.
Il touchscreen orientabile permette di governare tutte le funzioni della macchina ed il fuoco in maniera rapida e precisa, tanto da riuscire a stare dietro ad una biglia impazzita come Diego.
Il menù intuitivo e le funzioni ridotte al minimo indispensabile (tempo, diaframma, iso e bilanciamento del bianco), lascia tutto il tempo alla creatività, senza perdersi in fronzoli e preset.

Hasselblad - Dorso CFV / 907X

Leggera e maneggevole, da la possibilità di tenere posizioni che normalmente con un corpo macchina “tradizionale” non potresti tenere e quindi raggiungere delle composizioni fresche e creative.
Altra soluzione tecnica adottata ed utilissima è il Focus Braketing per esempio, significa poter scattare con una profondità di campo ridotta mettendo a fuoco alcuni dettagli e dopo una sequenza di scatti (cambiando la zona a fuoco) si possono unire le immagini e avere un prodotto completamente a fuoco con dettaglio elevato.  Questa funzione sembra cucita addosso al nuovo XCD 45P.

Hasselblad 907x

Altra funzione che riesce a dare i suoi frutti in condizioni di luce variabile è la possibilità di poter impostare un proprio valore di bilanciamento del bianco per rendere uniforme lo shooting già in fase di scatto senza dover operare poi in post-produzione.
Basta selezionare l’immagine che si ritiene avere le migliori condizioni di luce e utilizzarla (impostando) come font di bilanciamento del bianco. Il risultato sarà uniforme e definitivo.

Hasselblad 907x

CONCLUSIONI

Il dorso che tutti aspettavamo ci permetterà di tirare fuori dagli armadi i nostri corredi Hasselblad e soprattutto ci farà tornare la voglia di fotografare.
Il giusto compromesso tra tradizione e tecnologia che fanno abbracciare fotografia analogia e digitale.
Potremmo decantare le qualità di questo dorso per tanto ancora, ma riteniamo che l’unico modo per avere una visione obiettiva ed oggettiva di questa meraviglia tecnologia sia quella di far parlare le fotografie.

Con il supporto di Diego anche nella selezione finale non solo abbiamo ottenuto delle immagini spettacolari esteticamente, ma anche che trasmettono al meglio la tecnica da lui utilizzata per i suoi ollie e barspin.

L’annosa diatriba tra analogico e digitale è stata messa a tacere per sempre!
Ora se ti ho incuriosito cerca un rivenditore Hasselblad-Fowa e richiedi la tua demo gratuita per assaporare anche tu queso connubio magico. 

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Angelo Ferrillo
Angelo Ferrillo

Dal 2017 Hassellad Local Ambassador. Fotogiornalista e fotografo documentarista, photoeditor e curatore. Scrivo per blog, riviste di settore e canali istituzionali. Conosciuto la pubblico per la street photography, mi occupo di fotografia corporate con clienti internazionali. Docente di fotografia presso IED, OFFICINE FOTOGRAFICHE, FOTO SCUOLA LECCE e FOWA UNIVERSITY.

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